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Category Archives: attualità

IL SENATO APPROVA LA CLASS ACTION: UNO STRUMENTO IN PIU’ PER DIFENDERE I DIRITTI DEI CITTADINI E DELLE PICCOLE IMPRESE

Abbiamo affrontato una questione che tutti riteniamo importante,
tenendo conto di tutti i punti di vista. Da oggi sia i cittadini che le imprese potranno difendere i propri interessi nei confronti di multinazionali e grandi aziende pubbliche o private ecco il mio intervento in aula a nome del gruppo Lega Salvini Premier

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A SKYTG 24 PER UN DOPPIO APPUNTAMENTO

CodiceRosso, Revenge porn e diritti civili, la posizione della Lega è chiara: in studio dibattito acceso con Valeria Valenti del Pd. Nella seconda parte, invece, me la sono vista con Alessandro Alfieri del Pd e i giornalisti Conti ed Elena Polidori su datiocse e Junker a Roma.

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QUOTA 100 È REALTA’. LA FORNERO VA IN PENSIONE

Finalmente, grazie a Matteo Salvini e alla Lega che hanno creduto in questa battaglia, i nonni potranno godersi i propri nipoti e i giovani avere nuove opportunità di lavoro. Dopo il Decreo Sicurezza anche quota 100 diventa realtà. Da parte della Lega un’altra promessa mantenuta. Passo dopo passo l’Italia rialza la testa e quanto annunciato in campagna elettorale sta diventando realtà.

Reddito di cittadinanza e Quota 100, approvato il decreto

Il Consiglio dei Ministri del 17 gennaio 2019 ha approvato un decreto-legge che introduce, a partire da aprile 2019, il Reddito di cittadinanza e la pensione Quota 100.  Il decreto-legge è stato pubblicato nella G.U. n. 23 del 28 gennaio 2019 ed è entrato in vigore il giorno successivo. Il 27 marzo si è concluso l’iter parlamentare di conversione in legge, che ha comportato varie modifiche rispetto al testo originario, con l’approvazione definitiva da parte del Senato. Il provvedimento, pubblicato nella G.U. n.75 del 29/03/2019, è entrato in vigore il 30 marzo 2019.  

“Sono due misure che costituiscono un progetto di politica economico -sociale di cui questo Governo va fiero” ha detto il Presidente del Consiglio Conte nella conferenza stampa tenuta al termine del Consiglio dei Ministri insieme ai Vice Presidenti  Luigi Di Maio e Matteo Salvini. “È un progetto che riguarda cinque milioni di persone in condizioni di povertà e un milione di persone che nel triennio potranno andare in anticipo in pensione”.

Il Ministro Di Maio ha parlato della “nascita di un nuove Welfare State in Italia che aiuta le persone in difficoltà e le mette al centro di una rivoluzione del mondo del lavoro, pensionando con quota 100, liberando posti di lavoro, formando per quei posti di lavoro, dando un reddito, intanto, a chi si forma”.

“Quota 100 non prevede penalizzazioni o tagli” ha sottolineato il Ministro Salvini “sarà una libera scelta, viene confermata Opzione donna, per i lavoratori precoci l’obiettivo è 41 quindi non ci sarà nessun adeguamento alla speranza di vita.  Ci sarà la possibilità di riscattare in maniera agevolata gli anni della laurea, vengono tutelati i lavoratori delle forze armate, delle forze dell’ordine, del comparto sicurezza che manterranno inalterate tutte le loro garanzie”.

Il Reddito di cittadinanza è concepito quale misura di inserimento o reinserimento nel mondo del lavoro e di contrasto alla povertà, alla diseguaglianza e all’esclusione sociale. Il Rdc assume la denominazione di Pensione di cittadinanza per i nuclei familiari composti esclusivamente da uno o più componenti di età pari o superiore a 67 anni, adeguata agli incrementi della speranza di vita. Può essere richiesto a partire dal 6 marzo 2019 attraverso il sito www.redditodicittadinanza.gov.it, accedendo con SPID, oppure presso gli Uffici postali o i Centri di Assistenza Fiscale (CAF) che abbiano stipulato una convenzione con l’INPS.

La “pensione quota 100” consiste nel diritto alla pensione anticipata, senza alcuna penalizzazione, al raggiungimento di un’età anagrafica di almeno 62 anni e di un’anzianità contributiva minima di 38 anni.  (Governo.it)

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A TGCOM 24 DIBATTITO APERTO SUI RISULTATI ELETTORALI DELLA BASILICATA

In Basilicata il centro-destra stravince e la Lega triplica i suoi consensi. Finchè il Pd giosce per le sconfitte a noi va bene!Dopo Lombardia, Sardegna, Friuli Venezia Giulia, Molise, Trentino Alto Adige e Valle d’Aosta, continua la rivoluzione del buonsenso, L’Europa è avvisata. Clicca sul link per vedere la sintesi del mio intervento.

ECCO IL VIDEO

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IN BASILICATA LA LEGA FA 7 A 0, LA RIVOLUZIONE DEL BUONSENSO CONTINUA



Con Matteo Salvini e la Lega  l’Italia rialza la testa, da nord a sud. Grazie ai cittadini lucani che hanno scelto di darci fiducia e in bocca al lupo ai consiglieri regionali della Lega, lavoreremo insieme per dare finalmente un futuro a questa bellissima terra. I

Regionali: la Basilicata al centrodestra, Vito Bardi governatore a 9 punti dal centrosinistra

Il centrodestra a trazione leghista ottiene un nuovo successo alle regionali in Basilicata. A spoglio concluso i risultati definitivi confermano la vittoria Vito Bardi con il 42,2 per cento.

Il nuovo governatore della regione ha distanziato di 9 punti il candidato del centrosinistra Carlo Trerotola, che aveva l’appoggio di 7 liste e che si ferma al 33,1 per cento. Con questo risultato il centrosinistra perde così la guida della regione dove governava dal 1995.

ELEZIONI BASILICATA, TUTTI I RISULTATI: LO SPOGLIO IN TEMPO REALE

A seguire, molto distanziati, i Cinquestelle, con Antonio Mattia con il 20,3 per cento. Tuttavia M5s è primo partito nella regione e più che raddoppia il risultato rispetto alle regionali del 2013, quando aveva ottenuto l’8,9 per cento. Valerio Tramutoli – professore universitario ecologista e quarto candidato – si è fermato al 4,4% con la lista civica di sinistra “Basilicata possibile”.

Le prime parole di Vito Bardi: “Al primo posto il lavoro”

“Abbiamo scritto la storia, la Basilicata è pronta per il cambiamento”, è stato il primo commento di Vito Bardi al risultato, mentre lo spoglio era ancora in corso. “Nella mia agenda al primo posto ci sarà il lavoro. I giovani devono restare e avere le loro opportunità. Con legalità e trasparenza”.

Vito Bardi, il governatore della Basilicata che mette al primo posto il lavoro

dal nostro inviato GIULIANO FOSCHINI
Lo stesso Carlo Trerotola, candidato del centrosinistra – con un passato familiare nel Movimento sociale – già poco dopo la mezzanotte sembrava ammettere la sconfitta: “Se ha vinto Bardi mi congratulo con lui, è stata una bella esperienza. Farò opposizione, lo devo ai cittadini, non è che posso dire ‘ho perso, vi saluto'”. Più tardi però ha frenato rinviando ogni valutazione a una conferenza stampa da tenere in mattinata.

Bardi, che non ha potuto votare perché residente a Napoli, ha seguito i primi risultati dal centro di Filiano, paese d’origine della famiglia. Poi ha raggiunto il quartier generale a Potenza annunciando: “Chiamerò tutti i leader per una grande festa del centrodestra”.

I voti alle liste

Come già detto, nonostante il dimezzamento dei voti rispetto alle politiche del 4 marzo 2018, il M5s resta tuttativa il primo partito con il 20,31%, seguito dalla Lega con il 19,29%.

Per quanto riguarda le altre liste, Forza Italia super di poco il 10% e pur perdendo qualcosa tiene rispetto alle scorse elezioni. Sotto il 10% entrambe le liste principali a sostegno di Trerotola, ovvero Avanti Basilicata e Comunità democratiche. A seguire Fratelli d’Italia oltre il 5 per cento e Progressisti Basilicata sotto il 5. rep Approfondimento Basilicata, quel filo lungo dieci anni che lega Bardi a Berlusconi: da Tarantini alle cene eleganti dal nostro inviato GIULIANO FOSCHINI
La composizione del Consiglio regionale

Con il premio di maggioranza, il presidente eletto della giunta regionale Vito Bardi potrà contare su una maggioranza in aula di dodici consiglieri. Al termine dello scrutinio, in base all’elaborazione del Viminale, la ripartizione dei seggi è questa: Lega 6, Forza Italia 3, Fratelli d’Italia 1, Idea – Un’altra Basilicata 1, Basilicata positiva Bardi Presidente 1 per la maggioranza; per l’opposizione Carlo Trerotola, Avanti Basilicata 2, Comunità democratiche – Pd 2, Movimento 5 Stelle 3.

Affluenza in crescita rispetto al 2013

L’affluenza è in netto aumento, almeno rispetto alle precedenti regionali. Alle 23 si è attestata al 53,58 per cento, secondo i dati del Viminale. La crescita è stata di 6 punti rispetto alle regionali del novembre 2013 quando si era fermata al 47,6%. In quell’occasione si votava in due giorni: domenica e lunedì. Alle politiche del 4 marzo 2018 l’affluenza era stata del 71%.


I risultati in Basilicata sono test nazionale

Il voto lucano è un importante test nazionale, l’ultimo prima delle elezioni europee del 26 maggio. Il centrodestra, se le proiezioni saranno confermate, avrà ottenuto il sesto successo consecutivo, dal 4 marzo 2018, dopo Trentino, Friuli-Venezia Giulia, Molise,Abruzzo e Sardegna. Il centrosinistra incasserebbe invece la prima sconfitta dopo l’elezione alla segreteria di Nicola Zingaretti, che ha chiuso la campagna elettorale a Matera, in una piazza affollata. (La Repubblica)

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CASO DICIOTTI, IL SENATO DICE NO. SALVINI HA DIFESO L’ITALIA

Il buonsenso ha prevalso sulla strumentalizzazione politica di una sinistra sempre più in difficoltà. Matteo Salvini ha agito per interesse nazionale. Con la Lega al Governo meno partenze, meno sbarchi, meno morti.Matteo Salvini: “Amo la patria, i miei figli e il mio lavoro, mi ritengo un ragazzo fortunato. Ringrazio il buon Dio e gli italiani per l’opportunità di svolgere il mio lavoro con orgoglio e comunque votiate continuerò a svolgere il mio lavoro senza paura, altrimenti ne farei un altro”.

Diciotti, il Senato vota no all’autorizzazione a procedere contro Salvini. Che in aula ringrazia il M5s: “Le cose si fanno in due”

Amo la patria, i miei figli e il mio lavoro, mi ritengo un ragazzo fortunato. Ringrazio il buon Dio e gli italiani per l’opportunità di svolgere il mio lavoro con orgoglio e comunque votiate continuerò a svolgere il mio lavoro senza paura, altrimenti ne farei un altro”.  Con queste parole Matteo Salvini conclude il suo intervento difensivo di fronte all’aula del Senato, chiamata a decidere in merito all’autorizzazione a procedere nei suoi confronti per il caso Diciotti. “Quando si mette in dubbio che col mio lavoro abbia abusato della mia carica per qualcosa che ho fatto, faccio e rifarò per difendere i miei figli, mi emoziono – dice il vicepremier parlando dai banchi di senatore e non di ministro –  Meno partenze, meno sbarchi e meno morti con noi: qualcuno invece dei porti voleva i cimiteri aperti”, afferma Salvini. E aggiunge: “Soccorriamo tutti, non sarò mai il ministro che lascia morire una persona nel mare mediterraneo senza muovere un dito”. Poi ringrazia il M5s – unico passaggio applaudito dai cinquestelle – precisando al tempo stesso le responsabilità dell’alleato: “Il governo ha sviluppato misure e azioni per la lotta al contrasto dell’immigrazione clandestina e ringrazio i colleghi 5 Stelle perché le cose si fanno in due, evidentemente”. (La Repubblica)

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TUTELARE IL MADE IN ITALY, NO ALLA DELOCALIZZAZIONE SELVAGGIA

Vuoi un marchio italiano? Produci in Italia. Questa la proposta di legge presentata alla Camera dei deputati dal Vice Premier Matteo Salvini e dagli On. Barbara Saltamartini e Riccardo Molinari. Il messaggio è chiaro raccogliere tutti i nostri marchi storici in un albo al Mise, basta acquistare marchi made in Italy e poi produrre all’estero. Tutelare le eccellenze locali e valorizzarle è una prorogativa di questo Governo che ancora una volta, passa dalle parole  ai fatti.

Proposta di legge alla Camera sui marchi storici dopo il caso Pernigotti

I marchi “storici” italiani non potranno essere più portati all’estero. È quanto prevede una proposta di legge depositata dalla Lega e presentata stamani alla Camera dal capogruppo del Carroccio Riccardo Molinari, insieme al vicepremier Matteo Salvini e a Barbara Saltamartini, presidente della Commissione attività produttive.

DALLA VICENDA PERNIGOTTI

“È una proposta di legge – ha spiegato Molinari – che parte da una vincenda nota, la vicenda della Pernigotti, perché ha manifestato un problema che abbiamo nel tessuto economico: cioè il fatto che non ci siano strumenti contro le delocalizzazioni con chiusura di stabilimenti storici pur mantenendo il marchio. Sulla Pernigotti, nonostante l’attenzione del governo, non c’è stato uno strumento politico che ha garantito che la multinazionale turca accettasse qualsiasi altro accordo con altre imprese che si erano dette disponibili ad acquisire lo stabilimento a patto che ci fosse anche il marchio”.

LA PROPOSTA LEGHISTA

La proposta stabilisce che è definito “marchio storico nazionale di alto valore territoriale” il “marchio registrato, relativo a un’impresa produttiva nazionale di eccellenza storicamente collegata a uno specifico luogo di produzione, la cui domanda di registrazione sia stata depositata da più di cinquant’anni”. L’elenco dei marchi sarà istituito presso il Ministero dello Sviluppo economico, dove sarà attivato anche un Comitato di controllo “con il compito di vigilare sui livelli produttivi degli stabilimenti” e “sulle conseguenze dell’eventuale apertura di nuovi stabilimenti in altre aree”, sia in Italia che all’estero.

DECADENZA DEI DIRITTI SUI MARCHI

I diritti sui marchi iscritti nell’elenco del Mise, prevede la proposta, “decadono se il titolare del marchio cessa la produzione nel territorio del Comune in cui lo stabilimento produttivo principale era situato alla data di registrazione del marchio” mentre “è sempre consentita l’apertura di nuovi stabilimenti purché non si determini, in conseguenza di essa, la riduzione della produzione nello stabilimento principale”.

In caso di decadenza dei diritti, ha spiegato ancora Molinari, “il marchio va in capo allo Stato, che avvia le procedure per trovare altri imprenditori in grado di acquisire lo stabilimento originario insieme al marchio. Una delocalizzazione selvaggia non potrà essere più fatta“.

A DIFESA DEL MADE IN ITALY

“Ringrazio la Lega – ha aggiunto Salvini – che mette a disposizione del governo uno strumento a difesa del made in Italy e delle aziende italiane. Negli anni passati c’è stato un enorme shopping sotto costo di marchi italiani senza che il governo di sinistra facesse niente, noi vogliamo difendere con le unghie e con i denti e con leggi di buon senso le eccellenze italiane. Se vuoi fare il cioccolato in Turchia metti il marchio made in Turchia, cosa che oggi l’Ue impedisce. E questa sarà una delle prime preoccupazioni dopo le europee perché i nuovi equilibri metteranno al centro il lavoro”. (POLICY MAKER)

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IN UMBRIA FLESSIONE SUL NUMERO DEI DELITTI RISPETTO AL 2017

E’ un percorso che richiede tempo, ma che di fatto è partito con la conversione in legge del #DECRETOSICUREZZA. Con #buonsenso stiamo portando ordine nelle nostre città controllando l’immigrazione, investendo in video-sorveglianza e forze dell’ordine. Passo dopo passo rialzeremo la testa!

DA CORRIERE DELL’UMBRIA 10 MARZO 2019

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Il sottosegretario all’Interno Stefano Candiani: “Finora una certa politica ha aperto le strade alla malavita” Il sottosegretario all’Interno Stefano Candiani analizza gli ultimi dati del Viminale sui delitti: “Occorre rendere le città più vivibili dopo la gestione scriteriata dell’immigrazione clandestina” Perugia – “Le mani della mafia sugli appalti umbri” .”La gestione dei servizi pubblici in Umbria ha aperto le strade alla malavita negli appalti” Il sottosegretario all’Interno Stefano Candiani: “Finora una certa politica ha aperto le strade alla malavita ” Città da riordinare dopo la gestione scriteriata dall’immigrazione clandestina da parte della sinistra, sistema degli appalti pubblici da rivedere perché un certo tipo di politica nella gestione degli stessi ha aperto le strade alle infiltrazioni criminali e ricostruzione post terreno da tenere sotto controllo. Il sottosegretario all’Interno, Stefano Candiani, parla della situazione dell’Umbria sulla base degli ultimi dati sui delitti che vedono una leggera flessione rispetto al 2017. “Non smettiamo di ritenere che debba essere cambiata radicalmente una certa politica quella dei servizi pubblici – dice Candiani – che negli anni, a partire dal ciclo dei rifiu ti, ha aperto le strade alla malavita negli appalti, come sanzionato dalle interdittive antimafia”. a pagina 11 Rosati II sottosegretario all’Interno Stefano Candiani analizza gli ultimi dati del Viminale sui delitti: “Occorre rendere le città più vivibili dopo la gestione scriteriata dell’immigrazione clandestina” “La gestione dei servizi pubblici in Umbria ha aperto le strade alla malavita negli appalti”

Città destrutturate e da riordinare dopo la gestione scriteriata dell’immigrazione clandestina; sistema degli appalti pubblici da rivedere perché foriero di infiltrazioni malavitose e ricostruzione da tenere sotto controllo. Non usa mezzi termini il sottosegretario all’Interno Stefano Candiani commentando gli ultimi dati sui delitti in Umbria che vedono una leggera flessione rispetto al 2017 e puntando il dito sulla politica della sinistra. – Sottosegretario, in Umbria i delitti totali sono leggermente diminuiti ma, sentendo la gente, non c’è questa percezione di miglioramento. Perché questo divario tra sicurezza reale e sicurezza percepita? “Il fenomeno è complesso, non si tratta di dare una pitturata di bianco sul muro. Occorre rimettere in sesto un equilibrio, far rispettare regole, rendere le città più vivibili, visto che in questi anni sono state sostanzialmente destrutturate con provvedimenti di depenalizzazione e una gestione scriteriata dell’immigrazione clandestina. E’ un percorso che richiede tempo ma che è partito con il decreto sicurezza con il quale, abbiamo iniziato, con buon senso e passo deciso, a riordinare le nostre città con il controllo dell’immigrazione, per poi passare al ripristino di un sistema di sanzioni penali più severo e certo che passa anche attraverso un provvedimento molto importante quale la legittima difesa”. – C’è un allarme su pedopornografia minorile, è un fenomeno che la preoccupai “Tutto quello che attiene alla sfera dei minori e degli abusi sessuali è sempre un tema che deve allarmare e destare attenzione. Come Lega abbiamo impostato controlli e azioni atte a colpire chi si rende colpevole di questi reati. Parallelamente ritengo opportuno che il Parlamento approvi quanto prima, il cosiddetto Codice rosso, fondamentale per tagliare drasticamente i tempi di giudizio nei confronti di chi si macchia di reati contro le donne”. – Umbria al centro dell’attenzione delle infiltrazioni criminali. Oltre a vigilare come ha detto la presidente Marini e come stanno facendo le forze dell’ordine, è reale questo pericolo e cosa si può fare? “Che l’Umbria presenti situazione di infiltrazioni da parte della criminalità organizzata, a partire dalla gestione del ciclo dei rifiuti fino ad altre forme più subdole è cosa nota da tempo. Da anni denunciamo questa questione e ora che la stiamo contrastando con azioni di indagine, ci auguriamo possa portare velocemente a dei risultati come per esempio sradicare i rapporti tra alcuni settori dell’economia umbra e malavita organizzata. Esiste un libro, º padrini dell’Umbria’ che già da anni ha puntualmente sollevato il velo sui rapporti cri minali nel territorio. Noi non smettiamo di ritenere che debba essere cambiata radicalmente una certa politica quella della gestione dei servizi pubblici, che negli anni a partire come detto dal ciclo dei rifiuti, ha aperto le strade alla malavita negli appalti, come poi sanzionato dalle recenti interdittive antimafia”. – Ritiene che la ricostruzione post sisma possa essere un mezzo per l’ingresso di cosche e clan? “La ricostruzione post sisma preoccupa per i tempi e le difficoltà burocratiche. È evidente che gli occhi debbano essere sempre aperti e i controlli sempre attivi, dove ci sono i milioni in gioco il rischio di infiltrazioni è sempre elevato”. – L’Umbria è balzata agli onori delle cronache anche per il caso del bambino di Foligno. L’opposizione accusa questo governo di alimentare l’odio, come risponde? “Questo è il Paese che ci hanno consegnato la sinistra con i suoi governi. Per anni hanno amministrato in Italia, in Umbria e a Foligno. In Italia non c’è razzismo, c’è oggettiva insofferenza che a volte sfocia in singoli episodi deprecabili ma è oggettivo che questo è frutto di una miopia e incapacità della sinistra nel riconoscere il disagio sociale causato dalle loro politiche che non hanno prodotto integrazione ma frustrazione e tensioni sociali. L’immigrazione, come qualsiasi altra circostanza estranea rispetto a una comunità, deve essere gestita. Negare che in questi anni l’immigrazione incontrollata abbia creato tensioni nelle nostre comunità vuoi dire fallire nella propria azione politica. Ed è una responsabilità in capo a tutta la sinistra”. “Va ripristinato un sistema di sanzioni penali più severo Sicurezza Per il sottosegretario aH’Intemo Stefano Candiani il disagio e degrado delle città dipendedalle politiche della sinistra “che non hanno prodotto integrazione ma frustrazione e tensioni sociali”

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DROGATO, UBRIACO E SENZA PATENTE UCCIDE DUE GENITORI, MAI PIU’

Nessuno restituirà i genitori a quei due bambini, anche quando saranno guariti questa ferita li accompagnerà per tutta la vita.. non doveva succedere, non possiamo cambiare il passato, ma possiamo evitare che accada di nuovo

“Un disegno di legge a firma Lega che la cronaca ci dice essere urgente. Ci abbiamo lavorato settimane e siamo arrivati all stesura definitiva”. Il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha annunciato un provvedimento con nuove norme contro chi spaccia droga e l’episodio “pazzesco” cui si riferisce è la morte di una coppia che a “bordo di una macchina erano nel posto sbagliato e nel momento sbagliato e hanno incrociato lo stronzo sbagliato: un tossico, ubriaco, senza patente e assicurazione”. Al volante dell’auto che ha provocato l’incidente tre giorni fa a Porto Recanati, nelle Marche, c’era un uomo di 34 anni, di nazionalità marocchina. Non usa giri di parole Salvini e aggiunge: “mi domando cosa fecesse a spesso e mi chiedo cosa devi fare in Italia se commetti un reato che ha a che fare con la droga per stare in galera”. Questo era indiziato – prosegue il ministro citando la ricostruzione dei suoi uffici al Viminale – e coinvolto nel sequestro di 225 chili di droga e “sto stronzo era a spasso”. Pene raddoppiate. E rivista la “lieve entità” “Non è possibile” e il “nostro disegno di legge prevede il raddoppio delle pene per chi spaccia sostanze stupefacenti, sia detentive che economiche ed entra nel merito della cosiddetta lieve entità”. Tra gli operatori delle forze dell’ordine – ha continuato Salvini – c’è frustrazione quando arrestano per la decima volta lo stesso spacciatore con la cosidetta modica quantità a spasso nello stesso parco”. “Non esiste modica quantità: ti becco a spacciare, vai in carcere con le misure cautelari”. Sulla vicenda di Porto Recanati, ha aggiunto Salvini, “c’è qualcuno che dovrebbe farsi un serio esame di coscienza”. (rai news)

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LA RIVOLUZIONEDELBUONSENSO COMPIE UN ANNO, L’ITALIA RIALZA LA TESTA!

Un anno fa grazie a Matteo Salvini e alla #lega gli italiani hanno scelto di voltare pagina e avviare quella #rivoluzionedelbuonsenso a lungo invocata, ma mai realizzata. È stato un anno intenso e carico di emozioni, fatto di impegno a Roma e sul territorio. Un anno in cui abbiamo lavorato per realizzare quanto avevamo promesso e per dar voce a quella voglia di cambiamento che solo la Lega ha dimostrato di saper interpretare sia a livello locale che nazionale. Stiamo dimostrando che è possibile trasformare la delusione delle persone verso una politica immobile e distante, in progetti credibili per il territorio e la nostra gente. Tutto questo però sarebbe impossibile senza il sostegno e l’affetto di coloro che mi hanno sostenuto e che continuano a farlo. Ringrazio la mia famiglia, mia moglie Daniela e i mie due pulcini Giulio e Giorgio che con amore e tanta pazienza mi accompagnano in questo cammino

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