ATTIVITA’ ECONOMICHE DI COMUNI SEDE DI SANTUARI, BENE ANDARE OLTRE I SANTUARI PONTIFICALI, MA ELIMINARE VINCOLO 10MILA ABITANTI

“Esprimo piena solidarietà alle attività economiche di Cascia, come a quelle di tutti i Comuni che per questo motivo sono stati esclusi dall’erogazione del contributo a fondo perduto. Insieme ai colleghi Centinaio e Borgonzoni, fin dal 14 agosto dello scorso anno, data di introduzione della misura, continuiamo a ribadire che l’unico criterio debba essere quello delle presenze turistiche: cioè che le attività di qualsiasi Comune italiano che abbia il triplo di presenze straniere rispetto ai residenti, dovrebbero essere incluse nell’elenco di quelle che possono accedere al fondo”. Sono le parole del Senatore della Lega, Luca Briziarelli all’indomani del documento di Federalberghi che segnala l’esclusione di Comuni ad alta vocazione turistica e sedi di Santuari, come per esempio Cascia, dai contributi a fondo perduto destinati alle attività economiche proprio per la postilla dei 10mila abitanti. Relativamente ai Comuni sedi di santuario, a cui il Decreto Ristori ha esteso il beneficio già previsto, fin da subito abbiamo segnalato il problema e presentato a gennaio del 2021 una mozione a mia prima firma che chiedeva di specificare che le attività di tutti i Comuni sede di santuario dovessero poter usufruire delle risorse. E’ positivo che l’Atto abbia chiarito il punto specificando che la misura non è riservata solo alle attività dei Comuni sede dei santuari pontifici (Assisi, Padova, Pompei, Loreto, San Giovanni Rotondo), ma occorre fare di più. Non possiamo quindi che condividere la richiesta che arriva da Cascia. Soprattutto se si considera che per tale realtà, così come per altre che insistono nel cratere del terremoto del 2016 e 2017, la beffa è doppia. Per questo – continua Briziarelli – come Lega presenteremo un Emendamento che riprenda le motivazioni da noi già espresse nei mesi scorsi. Auspichiamo che anche le altre forze di maggioranza e minoranza facciano altrettanto, così da superare il problema e che con i prossimi Decreti sia possibile estendere progressivamente tali misure anche a tutti gli altri Comuni con le medesime caratteristiche in termini di presenze, perché in Italia esistono molte forme di turismo e non solamente quello religioso”.