Il 7 Febbraio il Senato ha approvato il taglio di 230 deputati e 115 senatori. Con voti 185 favorevoli, 54 contrari e 4 astenuti, l’aula ha approvato il disegno di legge che riduce il numero dei parlamentari, prevedendo di passare da 315 a 200 senatori e da 630 a 400 deputati.Ecco la dichiarazione di voto di Roberto Calderoli a nome di tutto il Gruppo Lega – Senato durante la discussione del disegno di legge. Ora la legge passa alla Camera.

Con questa legge tagliamo 230 deputati e 115 senatori.

Con questa legge tagliamo 230 deputati e 115 senatori.Con la #Lega passiamo #dalleparoleaifattiLa riduzione del numero dei parlamentari è una piccola legge che produce risultati giganteschi in termini di efficacia, è una legge giusta, una legge che andava fatta, magari è una legge impopolare dentro il Parlamento, perché tagliamo 345 parlamentari, ma molto popolare fuori dai nostri palazzi.Ci sono almeno tre buoni motivi per fare questa riforma.Il primo è che siamo troppi, perché a livello di Unione Europea siamo i secondi, mettendo insieme la Camera e il Senato, come numeri.Il secondo motivo è questa legge serve per tagliare i costi della politica, anche se qualcuno sta cercando di bloccare questa riforma accusandoci di tagliare i costi della democrazia, ma tagliare 345 parlamentari con i relativi stipendi è un taglio ai costi della politica e non della democraziaIl terzo è che organismi più magri, più leggeri, sono più efficienti e questo lo dimostrano proprio il Senato e la Camera: la Camera ha il doppio dei componenti, il doppio dei costi, il doppio del bilancio eppure fa le stesse cose del Senato".Io mi onoro di essere popolare e populista e non lo dico oggi per questa legge, perché nella mia carriera politica di parlamentare e ministro mi onoro di essere quello che ha tagliato consiglieri e assessori comunali che in alcune realtà erano troppi, mi onoro di aver tagliato consiglieri e assessori provinciali perché erano troppi, mi onoro di aver costretto le Regioni a tagliare il numero di consiglieri regionali, mi onoro di aver tagliato il numero delle società partecipate e dei componenti dei consigli di amministrazione. E anche allora, davanti a quei tagli, mi sentivo dire che era un attacco alla democrazia rappresentativa: ma a voi sembra che in questi anni la democrazia rappresentativa ne abbia sofferto? A me no.In compenso i cittadini sono stati più contenti dopo quei tagli, perché gli organismi ora sono diventanti più snelli, costano meno e funzionano meglio e gli unici rimasti scontenti sono quelli che hanno perso le cadreghe. E anche oggi, chi è contro il taglio dei parlamentari non lo fa per difendere la democrazia rappresentativa ma la propria poltrona.

Gepostet von Roberto Calderoli am Donnerstag, 7. Februar 2019