Insieme a Valerio Mancini, ho accompagnato una delegazione di agricoltori umbri ad incontrare il Presidente della Commissione Politiche agricole Gianpaolo Vallardi. Vogliamo trovare una soluzione certa e rapida per risolvere gli ingiustificsbili ritardi nei pagamenti dei contributi da parte di AGEA perché per chi lavora e vive di agricoltura i tempi della burocrazia sono ancora troppo lunghi

Perugia – Contributi agricoli bloccati Rimpalli fra Agea e Regione
Aziende esasperate dai ritardi nei pagamenti. A singhiozzo anche quelli destinati ai giovani Contributi agricoli bloccati Rimpalli fra Agea e Regione di Catia Tlirrioni PERUGIA “I soldi per gli agricoltori li tolgano agli assessori, consiglieri e dirigenti regionali”. E’ il vicepresidente dell’assemblea legislativa dell’Umbria, il leghista Valerio Mancini, a lanciare la provocazione: “Sono pronto a farmi tagliare lo stipendio pur di aiutare questa gente ma anche allo sciopero della fame se non si sblocca la situazione”. E’ lui che la scorsa settimana ha accompagnato una delegazione di agricoltori umbri a Roma per incontrare il presidente della commissione Politiche agricole del Senato Gianpaolo Vallardi insieme al senatore Luca Briziarelli. “Il quadro – spiega Mancini – è drammatico: ci sono agricoltori che rischiano di vedersi portare via il trattore per colpa dei pagamenti che non partono”. Una delegazione di Agricoltori indignati, gli stessi che a giugno avevano invaso Perugia con una cinquantina di trattori, ha evidenziato come in Umbria – “per gravi responsabilità inestricabilmente intrecciate di Agea, l’ente pagatore, e della Regione” – si continuano a registrare ritardi pluriennali, spesso per decine di migliaia di euro, in molte misure del Psr (Piano sviluppo rurale). “Le aziende – spiega Mancini – non dispongono di liquidità e quindi hanno difficoltà ad andare avanti. Gli agricoltori hanno bisogno di date certe, che invece non hanno”. A peggiorare le cose ci si è messo il terremoto. Tra giugno e luglio sono stati versati parte dei contributi ancora relativi all’annualità del 2015. Ma ora non si va avanti. Nel 2016, infatti, per fare fronte all’emergenza sisma, è stato erogato 1’85% del contributo agli agricoltori che avevano presentato domanda senza aver effettuato l’istruttoria prevista, per velocizzare i tempi. Ora questo si sta rivelando un boomerang. Affinchè vengano eseguite le erogazioni per l’annualità 2017 e 2018 è necessario che vengano concluse le istruttorie relative al 2016,cosa che ancora oggi non è avvenuta. “Come se non bastasse – dice Roberto Di Filippo, che è stato il portavoce a Roma degli agricoltori – è difficile risalire alle cause dei ritardi e a cosa sia stato erogato perché gli stessi pagamenti arrivano in maniera frammentaria e críptica”. Lo sportello Agea attivato in Regione non sembra dare i risultati sperati. “Ci sono aziende – racconta Matteo Bartolini, presidente Cia Umbria – che hanno pagamenti fermi da 4-5 anni per un cavillo. Il funzionario Agea nelle nostre intenzioni doveva diventare un punto di riferimento, una persona in grado di sbloccare situazioni critiche. Ma così non è”. Il sistema è tutto da rivedere, evidenziano gli agricoltori. L’Umbria è una delle regioni con il più alto tasso di giovani impegnati nel settore agricolo. Eppure, solo il 25% delle domande (600) presentate dai giovani agricoltori è stato finanziato. La maggioranza delle imprese sono piccole, nonostante questo solo 7 aziende delle 378 che hanno presentato domanda, hanno ricevuto il 50% dei fondi messi sul piatto per l’innovazione e il miglioramento dei prodotti da commercializzare in Italia e all’estero. “Bisogna cominciare a ragionare in maniera seria sul Piano di sviluppo rurale 2020-2027 – evidenzia Di Filippo – non si possono ripetere gli errori fatti, ad esempio, sui finanziamenti stanziati per il biologico, troppo pochi rispetto all’agricoltura integrata, 35 milioni contro 140. Nelle Marche il rapporto è esattamente inverso”.